venerdì 26 agosto 2016

Yeti, chemo e yak



Uno dei musei che portano la firma di Reinhold Messner è Ortles. Alla fine del mondo.
Frutto del lavoro congiunto tra l’architetto Arnold Gapp e il grande alpinista-esploratore altoatesino, il museo, realizzato a 1900 metri di altitudine, nel paese di Solda,  racconta il monte Ortles, i ghiacciai, le sfide estreme.
Dentro opere d’arte dedicate alle vette, installazioni, pensieri, equipaggiamenti usati per imprese leggendarie. Dentro anche un piccolo cammeo dedicato allo Yeti, il Chemo tibetano. Fuori un antico maso del ‘600 ristrutturato diventato il ristorante “Yak &Yeti “e yak veri, intenti a brucare erba.
Di ritorno in città mi sono ritrovata tra le mani il libro di Eva Ibbotson, appena dato alle stampe dall’editore Salani.


La straordinaria scrittrice austriaca, diventata cittadina inglese per sfuggire al nazismo, morta nel 2010, autrice di una pregevole produzione di libri per ragazzi, ci offre una nuova occasione di lettura divertita. Un’avventura di carta tra geografie reali e immaginarie che gioca, con eleganza, con lo stereotipo. Lo distrugge, lo ribalta, lo esalta creando scenari che intrecciano una sottile ironia con contenuti letterari capaci di arricchire l’immaginario in forma unica e, sempre, speciale.


Accanto a Lady Agata e i tanto abominevoli yeti gentili suggerisco la lettura di un capolavoro di Silvana Gandolfi, Pasta di drago, sempre in catalogo per Salani, dove troverete yeti e non yak, e un piacere della lettura assicurato.

Silvana Sola

giovedì 25 agosto 2016

Indietro nel futuro, con Paul Flora


Conosco e amo il lavoro colto, raffinato, divertente, di Jim Flora, ma non avevo mai avuto tra le mani le opere di carta di Paul Flora.
L'ho scoperto in viaggio tra la Val Venostra e la Val Senales in una piccola cittadina medievale, Glorenza, che nel mantenimento delle sue architetture e nella scelta di un'atmosfera sospesa, ha costruito la sua forza turistica.
Nella Torre della Chiesa è, da pochi anni, allestita la mostra permanente del lavoro di Paul Flora.
Nato a Glorenza nel 1922, studi a Innsbruk e a Monaco di Baviera, Flora è stato disegnatore, ironico osservatore della società, ricercato ideatore di pagine che esaltano le architetture compositive.

Amico di Tomi Ungerer, con il quale divise il lavoro editoriale in casa Diogenes, di Erich Kästner che lo definì scrittore di immagini, estimatore dichiarato di Lyonel Feininger e Paul Kee, Flora affronta il bianco della carta con il nero di un pennino arguto e sottile, capace di raccontare il mondo, la società, il costume, la letteratura.


Perizia nel segno, divertito uso del grottesco, fascino per la bizzarria che è una palese dichiarazione contro la noia e l'ovvietà, Paul Flora ha al suo attivo molti di libri illustrati, un ampio fondo di prodotti d'animazione, disegni, caricature, che attraversano il '900 e arrivano fino al 2009, anno della sua morte.

Attivo fino alla fine dei suoi giorni l'artista altoatesino rappresentò l'Austria alla biennale di Venezia, città che amava e che è stata spesso soggetto dei suoi lavori, disegnava frequentemente corvi e si divertiva, tra gli altri, a giocare con lettere e alfabeti.

Silvana Sola

mercoledì 24 agosto 2016

Nuovi alfabeti visivi, da Grizzana a Urbino, passando per il mondo.

"Il dolore che non potrà mai essere colmato” di cui parlava il presidente Mattarella in Friuli è lo stesso che oggi intreccia le storie dell’Italia Centrale colpite da un sisma violentissimo.
Condividiamo il dolore.



Grizzana è sull'Appennino bolognese. Giorgio Morandi vi trascorse le sue vacanze dall'età di ventitré anni, fino ad un anno dalla sua morte, avvenuta nel 1964.
Per essere precisi in località Campiaro. Là dove oggi c'è Casa Morandi, luogo visitabile conservato esattamente come ai tempi in cui, assieme alla famiglia, il grande artista passava le giornate delle estati, lontano dalla città.
A Campiaro ci sono anche i fienili, quelli che dipingeva, quelli che vedeva dalle finestre, quelli che dal 2000, perfettamente ristrutturati, sono diventati spazi ideali per allestimenti di opere d'arte, fotografie.


Ho visto giorni fa l'esposizione Ghirri incontra Morandi. Tra le foto che riportano l'ordine scarno, monacale, degli spazi in cui Giorgio Morandi dipingeva, nature morte tra le nature morte, una, in particolare, ha creato un circuito virtuoso tra contaminazioni, ricerche, immagini e contenuti.
E' la foto che Beppe Chia scelse per i risguardi del libro Antonia e le bottiglie di Morandi che editammo nel 1993.
E' quella la foto che crea, per me, una relazione diretta tra pittura, fotografia, illustrazione e narrazione.


In quei colori, in quel muro, nel chiodo, nella puntina, sento l'intreccio, vedo le storie combinatorie che la molteplicità di sguardi può mettere in moto, gli itinerari immaginativi capaci di dare corpo al nuovo, un nuovo ogni volta diverso.
Luigi Ghirri dice che
“In ogni visitazione dei luoghi portiamo con noi il nostro carico di già vissuto e già visto e lo sforzo che siamo chiamati a compiere è quello di ritrovare uno sguardo che cancella e dimentica l'abitudine (…), di formulare un nuovo alfabeto visivo, unificando interno ed esterno, in equilibrio tra rilevazione e rivelazione”.



Avevo con me Antonia e le bottiglie di Morandi il primo giorno in cui feci lezione all'ISIA di Urbino, oltre a Il senso delle cose. Luigi Ghirri-Giorgio Morandi, e Storia dell'Illustrazione Italiana di Paola Pallottino: era un sabato mattina di un inverno rigido di dieci anni fa. Il sole nel cielo riportava i colori di una città sospesa tra passato e modernità, nel libro le illustrazioni della grandissima illustratrice Grazia Nidasio dichiaravano l'incontro possibile arte, fotografia, segno, grafica. Allora come ora, nel Monastero di Santa Chiara, si inventano nuovi alfabeti.

Silvana Sola

venerdì 29 luglio 2016

New Zeland


Con questo ultimo post Zazienews saluta le lettrici e i lettori ed augura loro buone vacanze.
Non conosco il libri per ragazzi che si pubblicano in Nuova Zelanda. Non so se ci siano grandi scrittori o grandi illustratori.
Non so se i ragazzi neo zelandesi leggono molto o poco, se ci sono biblioteche scolastiche, belle librerie, non so. Lo scoprirò a giorni. 
Seguirò il Congresso IBBY  che avrà luogo a Auckland e riporterò le notizie. Stay Tuned!

Grazia Gotti

giovedì 28 luglio 2016

ISIA Urbino



Due notizie dall'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino: Ilvo Diamanti è stato nominato Presidente e sull'Albo Pretorio sono disponibili i bandi di ammissione a tutti i corsi per l'anno accademico 2016/2017, qui i links.



Durante l'ultima Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, ISIA Urbino aveva la sua Stazione, uno spazio di lavoro e progettazione condivisa.




La redazione Zazienews