lunedì 26 settembre 2016

Favole d'oggi


Nicola Cinquetti, una delle voci più singolari della letteratura contemporanea per ragazzi, ci regala una moderna raccolta di favole. Al modo classico, molte hanno per protagonisti gli animali: orsi, cani, corvi, formiche, pesci, canarini, cammelli, galline, asini, gatti, balene, cicogne, pavoni, ragni...
ma a differenza di quelle di Esopo, qui fanno cose strampalate, ad esempio leggono libri in letargo e quando si risvegliano corrono in biblioteca. Insieme agli animali c'è il Bambino. Quello che tira sassi al mare,  il bambino fiore,  il bambino diverso, quello di traverso, quello che fa paura al buio, il bambino pappagallo, quello che rompeva le palle, il bambino che viveva al di là.
Poi c'è il verme, e il suo incontro con il Bambino. Fra queste si insinuano delle favole  strane. Ad esempio quella che ha per titolo Uno che scrive favole, sembra avere una vera e propria funzione di dichiarazione di poetica, si sarebbe detto un tempo, quando i critici analizzavano la Letteratura. 
Questa favola non è semplice e l'esercizio interpretativo richiede mestiere e competenza. 
Non è il mio caso. Io posso solo registrare l'eco che sento in queste pagine. Una voce è dichiarata dall'autore stesso, il grandissimo Toti Scialoja. 
Bastano due brevissimi versi per annullare il senso comune, nemico giurato della Letteratura. 
"Contro te povero verme/le lagnanze sono eterne.".
Della grande letteratura riconosco l'eco di Hans Christian Andersen, nelle favole che hanno per protagonisti gli oggetti. Lo straccio e la bandiera è una di queste. 
Anche il grande Louis Stevenson aveva scritto favole. Le sento molto vicine a queste di Cinquetti.
È più importante l'inchiostro o il calamaio? Anche Cinquetti apre a domande di questo genere.
Ma rileggendole tutte di nuovo sento che c'è molto di più, che va scavato più a fondo. Intanto il mio consiglio è di leggerle, poi di leggerle con i bambini. Per mia fortuna ho un gruppo di ascoltatori che aspettano storie di qui a giugno, nella scuola. Sono tutti bambini filosofi e chissà cosa diranno di Nicola...

Grazia Gotti 

venerdì 23 settembre 2016

Mare Matto


Domenica 25 settembre, ore 16 alla Libreria per Ragazzi Giannino Stoppani, paguri, aragoste, anguille, gamberi, pesci e altri abitanti del mare, vi aspettano per un pomeriggio di rime folli e matte illustrazioni. Alessandro Riccioni e Vittoria Facchini presenteranno Mare Matto, lo spumeggiante albo di rime e figure appena uscito in libreria per Lapis Edizioni.
Con l'occasione verrà inaugurata Per preparare un "ciambotto" (= leggi zuppa) di mar matto...  una piccola mostra che racconta il percorso di Vittoria Facchini per la realizzazione delle illustrazioni del libro. L'esposizione è un assaggio della mostra Ciottoli che fan cucù e matti pesci nel mare blu!!! che sarà ospitata all'interno di Passa la Parola 2016: I bambini e i ragazzi leggono. 6° Festival della lettura per ragazzi, a Vignola, dall'1 al 9 ottobre 2016.


Scarica qui l'invito.

La redazione Zazienews


mercoledì 21 settembre 2016

Come un sasso in un soufflé


Mi sono imbattuta in questo romanzo grazie ad un articolo di repubblica.it che ho trovato citato (o come si dice nella lingua della rete “linkato”)  in un gruppo Facebook dedicato alle sorelle Brontë.
Il fatto che la protagonista fosse una ragazzina intelligente, che l'epoca fosse quella vittoriana e che nell'articolo l'autrice Frances Hardinge citasse Charlotte Brontë, mi sono sembrate tre ragioni sufficienti per presentarmi  il giorno stesso in libreria e acquistarlo.
Il romanzo ha vinto il premio Costa Award e rientra nella categoria “fantasy young adult”. Non amo molto le etichette, ma se devo proprio, lo definirei un romanzo di formazione che ha tutte le caratteristiche per essere apprezzato dai ragazzi ed essere godibile  anche al palato letterario di un adulto, soprattutto grazie alla lingua. La Hardinge  orchestra la storia usando sapientemente le parole. Durante la lettura si ritorna con piacere sulle frasi, un brivido di piacere per una bella scrittura che il lettore appassionato conosce bene. Non racconterò qui la trama, perché facendolo sottrarrei il piacere della scoperta degli eventi che si rincorrono per tutta la storia. Posso però dirvi che cosa ci troverete.
La storia di Faith, una ragazzina matura, materna con il fratellino, responsabile.
Una ragazzina intelligente e appassionata di scienza, che deve nasconderlo, perché "la mente femminile è una cosa completamente diversa (...) e del tutto incantevole, alla sua maniera! Ma troppo intelletto la guasterebbe e appiattirebbe, come un sasso in un soufflé."
Un ragazzina arrabbiata, orgogliosa e coraggiosa perché "c'era una vera e propria fame in lei, e alle ragazze non si confaceva essere fameliche. Le ragazze dovevano sbocconcellare con parsimonia a tavola, e le loro menti dovevano accontentarsi di una dieta morigerata. Poche lezioni stantie da parte di una istitutrice stanca, passeggiate monotone, passatempi vacui. Ma tutto questo a lei non bastava. "
E poi ancora, la miseria delle debolezze  umane, per livore, per difesa, per cupidigia.
La battaglia, in un momento storico in cui le teorie darwiniane hanno da poco fatto la loro apparizione, tra la fede nella creazione e quella nell'evoluzione.
L'elemento magico centrale che potrebbe dare una conclusione a questa battaglia.
E infine, un mistero che si trasforma in giallo appassionante, dai toni dark, che ti tiene incollato alle pagine, che ti fa desiderare, quando devi chiudere il libro fra una lettura e l'altra, di ritornarci prestissimo, perché sei ancora dentro la storia o perché la storia è ancora dentro di te.
Frances Hardinge ha un bel sito, dove leggiamo che indossa sempre un cappello nero e che è notoriamente “non-fotografabile”. Sembra che abbia una gemella cattiva senza cappello, che si veste di bianco. Ma non è confermato.


In Italia è stato tradotto un altro suo romanzo, Volo nella notte, per i tipi Fabbri, attualmente fuori catalogo.
Nell'intervista su Repubblica, Frances Hardinge dice: “Il mio non è un romanzo sulle bugie che ci raccontiamo l'un l'altro, ma su quelle che diciamo a noi stessi perché la verità fa troppa paura”.
Un romanzo da leggere, un'autrice da scoprire.

Elena Rambaldi

martedì 20 settembre 2016

Se l'umorismo sale sui tetti



Sul sito di Orecchio Acerbo potete leggere, dal racconto dello scrittore/illustratore, com'è nato Piccione Gedeone, il libro appena pubblicato dalla casa editrice romana.
Un albo illustrato, più precisamente un albo illustrato a fumetti, che porta la firma di Alberto Graziani e mette in pagina segno e parole dell'autore vicentino.
Umorismo raffinato, ironia sottile accompagnano microstorie che vedono protagonista un piccione che tende a guardare il mondo dall'alto.


Posizionato sul suo comignolo Gedeone entra in relazione con un mondo in cui l'ordinario gioca con la straordinarietà, e l'ovvio diventa immediatamente incongruo o stuporoso.
Gatti vegani che catturano i topi solo per vedere l'effetto che fa accanto a topi spirito guida-turistica, incombenti aironi usurpatori, merli “meravigliosamente” normali, ma con particolari gusti alimentari.
E poi passeri, canarini che non vogliono lasciare la gabbia.
Accanto agli animali che popolano l'universo di Gedeone il piccione appaiono, imprevisti, Rudoph Meissner pronto a portare la chiocciola Rita sull'Everest, un Batman fuori allenamento, il panettiere Ugo e...
Testi veloci, segno accurato, pensiero pungente, ma non caustico: un'operazione editoriale che invita i lettori al riso, stimolati dall' "intervento di un'intelligenza arguta e pensosa", in perfetta sintonia con il significato di umorismo descritto dal dizionario.

Silvana Sola

lunedì 19 settembre 2016

Dory Fantasmagory


La mia vecchia anima di maestra elementare si riaccende per una serie americana per lettori principianti che vede protagonista Dory, l'ultima di tre figli di una famiglia contemporanea. Perché si riaccende? Perché mi preparo a tornare in una scuola dove ho insegnanto e dove ora insegna un mio alunno che proprio in quelle aule ho incontrato. Lui cominicia da una prima e io sto preparando la biblioteca di classe, un regalo speciale che consegnerò a giorni. Ovviamente la lista è ricca di albi illustrati, ma l'obiettivo è quello di fare si che anche libri senza figure allietino presto i piccoli lettori.
Dory ha  le figure, in bianco e nero, e anche le nuvolette dei comics.
Perché mi piace Dory? Perché c'è l'infanzia e l'immaginazione, dentro la vita di tutti i giorni. Nelle relazioni familiari, PER FAVORE LASCIACI IN PACE, gridano i fratelli più grandi. L'autrice insegna in una scuola elementare a New York, ha due figli  e non ha perduto il senso del gioco.  Sento  che Dory diventerà una beniamina della classe del mio alunno, al quale, tanti anni fa lessi ad alta voce L'incredibile storia di Lavinia, capo lavoro di fantastico e realismo  insieme. 
Dory non è Lavinia, ma è una buona rappresentazione, un ottimo antidoto a serie molto più famose e molto meno divertenti, almeno per me.

Grazia Gotti